Gli inizi dell'era moderna del Wing Chun

Gli inizi dell’era moderna del Wing Chun:

Sifu Hawkins Cheung ricorda i suoi giorni di allenamento con Ip Man e Bruce Lee

 

La maggior parte delle informazioni relative alla vita di Grandmaster Ip Man ruotano attorno ad aneddoti. Ma prendendo in esame il suo approccio all’insegnamento, possiamo riuscire a scorgere in modo eccellente la statura morale del più grande maestro di Wing Chun dell’era moderna. Attraverso questo processo di introspezione saremo in grado di rispondere a molte delle domande che gli studenti solitamente pongono relativamente a Ip Man.


Gli inizi di Ip Man

Quando, nel 1949, i Comunisti riuscirono a consolidare il loro potere nel paese, Ip Man, che  a quel tempo aveva 55 anni, fu costretto a lasciare i suoi possedimenti e la sua ricchezza, e scappò con la sua famiglia ad Hong Kong. Ip Man si diede all’insegnamento per sopravvivere ed ebbe parecchie scuole. La sua prima sistemazione fu all’Unione Kowloon dei Ristoranti di Hong Kong. Questa durò solo un breve periodo. Quindi egli si trasferì a Li Dai Strect nel (1953-4) e quindi all’area di Reinsediamento del Governo. La misura media della sua scuola andava dai 350 ai 400 piedi quadrati, area che raddoppiò per renderla uno spazio vivibile per la sua famiglia. In sintesi la sua era una scuola dentro una scuola. Le lezioni pomeridiane tenute dalle 2 alle 4 del pomeriggio erano informali. Chiunque pagava poteva allenarsi. Le informazioni erano

trasmesse dagli studenti più anziani ma perlopiù ci si poteva allenare da soli o con i pochi amici. L’elevato numero di persone di passaggio durante queste ore rese impossibile le conoscenza di tutti quelli che lì si allenavano. Bruce Lee ed io non ci accorgemmo che entrambi ci allenavamo da Ip Man finchè Bruce non si trasferì nella mia classe alla scuola superiore junior di Saint Xavier. Avendo Ip Man in comune cominciammo a passare la maggior parte del nostro tempo insieme. A queste sessioni aperte Ip Man prestava scarsa attenzione. Il più delle volte guardava cosa stava succedendo fuori nella strada, mentre i suoi studenti più anziani si occupavano dell’insegnamento. Tuttavia sapeva cosa stava succedendo sebbene fosse generalmente disinteressato al progresso del gruppo in generale.

Gli studenti dell’uomo anziano

Prima di continuare la storia, lasciatemi descrivere i tre gruppi iniziali di studenti che diedero forma a molto di quello che è  stato insegnato dalla morte di Ip Man. Il primo gruppo era composto in modo predominante da persone che avevano studiato altri stili di arti marziali. Il più notevole di questi erano Leung Sheung, Lok Yiu e Tsui Sheung Tin. Essi erano più vecchi di noi e il loro approccio era più tradizionale, e forse più intellettuale a causa della loro maturità. Il secondo gruppo era composto da me, Bruce Lee e altri studenti adolescenti. Noi volevamo imparare a combattere. Eravamo dei combattenti e parzialmente grazie ai nostri sforzi vittoriosi sulla strada, il wing chun iniziò ad ottenere una buona reputazione come un efficace sistema di lotta. Faccio questa distinzione perché gli altri praticanti di arti marziali ci guardavano dall’alto in basso sostenendo che eravamo tutta rissa e niente arte. Noi volevamo acquisire le tecniche il più velocemente possibile in modo da poter combattere. Proprio come gli altri adolescenti noi volevamo mostrare la nostra capacità e coraggio. Il terzo gruppo era costituito in gran parte di individui o di piccoli gruppi che studiavano privatamente. La maggior parte dei componenti di questa sezione erano professionisti per i quali il wing chun era un hobby. Si crede che ci siano state persone a noi sconosciute che si allenavano privatamente con l’uomo anziano e che fossero probabilmente combattenti eccellenti. Si dovrebbe anche ricordare che Ip Man cominciò ad insegnare all’età approssimativa di 56 anni. Nel ‘54-‘55 aveva 60 anni, nel ’65 aveva ’70. Ovviamente come diventò più vecchio fu obbligato a cambiare il suo approccio all’insegnamento, sia perché l’esperienza gli aveva mostrato modi migliori per raggiungere i suoi obiettivi, sia perché mano a mano doveva adattare il suo stile alle sue limitazioni fisiche. Si dovrebbe anche ricordare che ognuno dei suoi studenti era diverso, io ero alto 1,70 m e pesavo 98 libbre, Bruce pesava 40 libbre in più e William Cheung era persino più grosso. I nostri bisogni erano differenti. Il nostro allenamento si svolgeva così. Ogni giorno dopo scuola andavamo sul tetto dell’hotel Rose per un paio d’ore di pratica di chi sao. Vicino all’hotel c’era la palestra dove Bruce cominciò l’allenamento pesi e parecchi giorni a settimana andava lì dopo le sessioni sul tetto.

Comunque, tre o quattro volte a settimana ci dirigevamo da Ip Man dopo la nostra sessione sul tetto, dove facevamo un allenamento regolare ed informale. Il regime di allenamento ci permetteva di trovarci a contatto con molte persone differenti, ciascuna delle quali aveva un modo singolare di fare le cose. Questo fatto ci diede l’esperienza per adattarci a differenti situazioni e sensazioni. Ci allenavamo con persone più anziane, con lavoratori e con persone più giovani. Durante questo periodo non ho mai visto Ip Man misurarsi con qualcuno della scuola. Era così indaffarato a guardare quello che succedeva nella scuola o raccontare barzellette. Mi ci volle molto tempo a capire come gli studenti che miglioravano ottenessero le loro informazioni. Infine chiesi a Bruce e appresi che dopo le 6 del pomeriggio Ip Man insegnava a gruppi privati per appuntamento. Il nome del gioco era denaro e per i ragazzini di Hong Kong come noi le somme che lui chiedeva erano considerate una fortuna. Comunque io feci gruppo con Bruce e come molti altri, mettemmo insieme il nostro denaro e ci allenammo privatamente. Questi gruppi privati erano piccoli e in genere composti di studenti, avvocati, poliziotti e uomini d’affari. Di solito uno, due studenti anziani accompagnavano Ip Man e si assumevano il grosso dell’allenamento fisico. Ip Man guardava ed allenava, eppure non si misurava mai con nessuno in queste sessioni. Occasionalmente mostrava un po’ di mosse per illustrare i suoi obiettivi o prendeva in giro l’incapacità dello studente nel fare le mosse esagerando la tecnica dello stesso studente. Questo lo faceva in parte per aiutare lo studente ma anche per farsi una sana risata. Quello che voglio che sappiate a questo punto è che Ip Man non rientrava per nulla nello stereotipo di sifu che si può vedere nei film. Era un amico, un allenatore, aveva il senso dell’umorismo e il senso del divertimento. Il nostro rispetto era per lui quello di un amico per un altro amico. Questo non significa che non avesse un lato serio. Se perdevi una lotta o avevi un problema diveniva molto serio.

Il suo metodo d’insegnamento

Io andai con lui a molti dei diversi gruppi sia come istruttore anziano, sia come amico per tenergli compagnia. Ogni gruppo era istruito in modo diverso. Gli uomini d’affari o i professionisti affrontavano il wing chun come un hobby o uno sport, così egli si concentrò più sulla teoria e sull’allenamento del chi sao. Il nostro gruppo invece voleva combattere così egli si concentrò sulla tecnica d’entrata, sul chiudere lo spazio e sulla simultaneità di tecniche in combinazione. Inol tre egli adattava i suoi metodi al carattere dello studente, all’abilità naturale, alla taglia dello studente stesso, alla coordinazione e al bisogno. Per esempio se qualcuno non riusciva a trovare il perno cioè a tenere entrambi i talloni piantati a terra e a spostare la parte anteriore dei piedi simultaneamente a destra e a sinistra, mentre la parte superiore del corpo si muove, egli faceva fare alla persona un passo e la faceva girare. Questa diveniva una tecnica a doppio conteggio invece che a conteggio singolo, ma permetteva allo studente di eseguire la tecnica.

Lo studente acquisiva o guadagnava qualcosa ma perdeva anche qualcosa, facendo un passo spesso ci sfugge la dinamica interna. Perché così il tempismo è dilatato e il corpo si allontana dall’avversario. Comunque se lo studente si sentiva a posto e naturale, e affilava la tecnica il compromesso diveniva minimo grazie all’abilità dello studente nell’eseguire la manovra. Questo significava che ogni persona imparava qualcosa di diverso perché ognuno aveva un differente livello di abilità. Quindi una persona lavorava sulle tecniche che le piacevano e le rendeva proprie. Sebbene ognuno è differente, ognuno è nel giusto.

Per illustrare meglio questo punto pensiamo al lap sao. Il lap sao cambia in base alla taglia della persona che segue la tecnica e all’efficacia a cui punta nella varie situazioni. Uno ad esempio è rigorosamente difensivo, un altro può essere prettamente offensivo. La taglia e la forma dell’avversario dettano l’uso, la consuetudine. Si potrebbe decidere di rompere l’avambraccio del proprio avversario mentre gli si fa perdere l’equili-brio, mentre si può decidere di provocare un flusso di sangue cosicché un secondo pugno possa atterrarlo, la scelta è di ciascuno. Io ritornai ad Hong Kong dopo aver frequentato una università australiana. Mi allenai privatamente sotto Ip Man. Allora aveva 70 anni e stava principalmente offrendo un allenamento privato agli studenti più anziani. Io mi ero allenato con lui da adolescente e ora mi stavo allenando con lui da adulto. Avevamo una certa affinità che era basata sull’essere della stessa taglia e di carattere simile. Gran parte di questo allenamento più recente era relativo alla tecnica e al controllo. Per sintetizzare la teoria del sistema come mi fu impartita da Ip Man l’essenza del wing chun è portare la mente è il corpo a lavorare a una velocità tale da poter elaborare le informazioni di una data situazione in microsecondi, e quindi eseguire la manovra corretta con la miglior coordinazione e tempismo possibile. Dentro a ciò sta l’abilità di leggere nella testa del proprio avversario prima che egli agisca o di indurre questo stesso avversario con l’inganno all’azione. Questo è il livello di controllo del wing chun che richiede una grande dose di esperienza. Esso era l’ultimo gioco che Ip Man giocò verso la fine della sua vita. Ci sono molte storie, molte voci e molti aneddoti su Bruce e su Ip Man. Non ho intenzione di entrare nel merito su quali siano vere, ma ci sono tre di queste che per me sono più importanti. Esse mostrano il carattere di Ip Man, l’umanità di Bruce e il rapporto che esisteva tra l’uomo anziano e il suo stimato allievo.


Uno studente di nome Choy

Durante i nostri giorni di scuola superiore Ip Man aveva un altro studente di nome Choy. Egli era figlio di un ristoratore. Bruce e Choy non si potevano sopportare e ognuno dei due si chiedeva se avrebbe avuto la meglio sull’altro se fossero giunti ad uno scontro. Choy andò da Ip Man e gli chiese se avrebbe potuto battere Bruce. Ip Man gli fece vedere una tecnica e gli disse che a quel punto avrebbe potuto battere Bruce. Anche Bruce andò da Ip Man con la stessa domanda ed ancora Ip Man gli mostrò una tecnica e gli disse che a quel punto egli avrebbe potuto battere Choy. La barzelletta è che ognuno pensava che avrebbe potuto battere l’altro e provarlo non importava perché il sifu aveva detto a ciascuno che lui era il migliore. Quando Ip Man mi raccontò la storia, rise e disse “Che altro potrei fare? Essi sono entrambi miei studenti, entrambi mi rispettano, entrambi sono predisposti al wing chun, io devo soddisfarli entrambi e mantenere la pace tra i miei studenti”.


Bruce voleva abbandonare

Una volta che noi del secondo gruppo cominciammo a crescere, ci rendemmo conto di poter sfidare qualsiasi stile. Questo fatto ci dava una grande dose di esperienza nel trattare con molti e differenti avversari. I praticanti dello stile choy Li Fut diventarono i nostri più acerrimi nemici perché il loro stile di lunga distanza era opposto al nostro stile di corta distanza. La metà degli anni ’50 la grande reputazione del wing chun era dovuta in gran parte ai nostri successi sulla strada. Le regole di queste lotte erano semplici: ogni parte procurava un arbitro, le lotte duravano due round. Nel primo round un avversario attaccava per primo, nel secondo l’altro avversario attaccava per primo. La prima lotta di Bruce Lee ebbe luogo sulla cima di un tetto nella città di Kowloon, contro un praticante di Choy Li Fut, era la seconda di due lotte pomeridiane. L’avversario fu il primo ad attaccare, il suo attacco fu violento con un forsennato ciclone di tecniche. Bruce controllò la situazione quanto meglio poteva, prese qualche pugno, si difese e ammortizzò parecchi colpi. Alla fine del primo round Bruce aveva paura e voleva abbandonare. Noi avevamo già perso la prima lotta grazie all’inesperienza del nostro primo combattente e dicemmo a Bruce che il peggio era passato perché egli era sopravvissuto al primo round. Gli dicemmo di avventarsi sulla sua faccia quanto prima possibile. La sua eccitazione e la sua paura si fusero ed egli si avvicinò per attaccare. Ruppe la mascella del ragazzo e vinse la sua lotta. Spesso nelle sue lettere che mi mandava dagli Stati Uniti scriveva quanto il wing chun lo tenesse asciutto come lo stesse ancora praticando. Senza badare a quello che poi ottenne io penso ancora che questa prima lotta fu uno dei punti di svolta della sua vita.

Il rifiuto di Ip Man

Nel 1964 Bruce ritornò ad Hong Kong per i funerali di suo padre. Quando visitò Ip Man gli chiese il permesso di filmarlo mentre eseguiva le tecniche sull’uomo di legno. Ip Man rifiutò. Sebbene fosse uno dei suoi favoriti non era uno degli studenti più anziani. Se avesse lasciato Bruce filmarlo, avrebbe dovuto permettere la stessa cosa a tutti i suoi studenti più anziani. Più tardi nella sua visita ad Hong Kong Bruce fece una dimostrazione televisiva durante la quale parlò solo del suo gung fu. Per me questo fu il primo segnale del distacco di Bruce dal wing chun, cosa però mai fatta del tutto visto che il Wing Chun Kung Fu era ormai parte integrante di Lee.

Hawkins Cheung (Tradotto liberamente da uno scritto dell’autore apparso su: www.wingchunkuen.com)





Venerdì, 30. Luglio 2021

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